8 marzo 2026 – (Articolo di Marco Baroni, giornalista) – Una 2a panchina rossa. Nel cuore dell’Alto Molise, tra le strade silenziose e le case in pietra di Sant’Elena Sannita, piccolo centro della provincia di Isernia, un nuovo simbolo di memoria e impegno civile è entrato a far parte del paesaggio urbano. Nei giorni scorsi è stata, infatti, collocata la seconda panchina rossa del paese, donata dal dottor Michele D’Orazio, la cui famiglia è originaria di questo paesino montano, che continua così il suo personale impegno nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.

La panchina rossa non è un semplice elemento di arredo urbano: rappresenta uno dei simboli più diffusi in Italia per ricordare le vittime di femminicidio e per promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza. Anche a Sant’Elena Sannita questo gesto assume un significato particolare, perché dimostra come la battaglia contro la violenza di genere non appartenga solo alle grandi città, ma coinvolga profondamente anche i piccoli centri.
Un gesto che parla alla comunità
La nuova panchina rossa, collocata vicino al Monumento ai Caduti, ha spiegato il Sindaco Giuseppe Terriaca, è in un punto significativo del paese, diventando immediatamente un luogo di riflessione per residenti e visitatori. L’iniziativa, sostenuta e accolta con favore dall’amministrazione comunale e da numerosi cittadini, rafforza il messaggio già lanciato con la prima panchina installata negli anni scorsi.
Il dottor Michele D’Orazio, promotore dell’iniziativa, ha voluto donare questa seconda panchina come segno concreto di vicinanza alle vittime di violenza e alle loro famiglie, ma anche come invito alla responsabilità collettiva. “Ogni panchina rossa – è stato sottolineato durante il momento simbolico della collocazione – rappresenta un posto lasciato vuoto da una donna che non c’è più. È un segno visibile che deve farci riflettere ogni giorno”. In un contesto come quello di Sant’Elena Sannita, dove la vita comunitaria è ancora fortemente legata ai rapporti personali e alla condivisione degli spazi pubblici, la presenza di un simbolo così forte assume una funzione educativa importante, soprattutto per le nuove generazioni.
Il messaggio del Sindaco Giuseppe Terriaca
Durante il momento di inaugurazione è intervenuto anche il Sindaco Giuseppe Terriaca, che ha voluto sottolineare il valore profondo dell’iniziativa, collegandola alla recente celebrazione della Festa della Donna: “L’8 marzo – ha affermato – non è soltanto un momento di augurio. È soprattutto un’occasione per esternare, con forza e con convinzione, il rispetto che la società deve alla figura femminile”. Ha poi invitato la comunità a trasformare il ricordo e la sensibilizzazione in comportamenti concreti nella vita quotidiana: “Il rispetto per le donne non può essere celebrato soltanto in una giornata dell’anno. Deve essere vissuto ogni giorno, nei gesti, nelle parole e nell’educazione che diamo ai nostri figli”.
Il Primo Cittadino ha ringraziato il dottor Michele D’Orazio per la sensibilità dimostrata con la donazione della panchina rossa, sottolineando come iniziative di questo tipo contribuiscano a mantenere viva l’attenzione su un fenomeno che riguarda tutta la società. Quindi il Sindaco ha consegnato a tutte le presenti dei mazzetti di mimosa donate dall’ex consigliere comunale Pippo d’Amato.
L’intervento della consigliera Fosca Colli

Nel corso dell’iniziativa è intervenuta anche la consigliera comunale Fosca Colli, che ha voluto esprimere un sentito ringraziamento per l’iniziativa a nome dell’intero gruppo femminile presente in amministrazione. Nel suo intervento ha ricordato anche le colleghe del consiglio comunale, la consigliera Antonia Ciarlariello, presente alla cerimonia, e Monia Iannone, impossibilitata a partecipare. “Questo è un simbolo molto importante per noi – ha spiegato – e siamo particolarmente contente per questa iniziativa perché il luogo in cui è stata posizionata rappresenta un punto nevralgico per il paese. Non sarà solo qualcosa da vedere – ha aggiunto – ma anche qualcosa di cui usufruire, sia da parte delle donne sia da parte di chi vuole bene alle donne. Chi si siede su questa panchina è consapevole che si siede su un punto simbolico di estrema importanza”.
Il valore simbolico della panchina rossa
In tutta Italia, negli ultimi anni, le panchine rosse sono diventate un segnale concreto dell’impegno delle comunità locali nella lotta alla violenza di genere. Il loro colore richiama il sangue versato dalle vittime di femminicidio, ma anche l’urgenza di un cambiamento culturale.
Queste installazioni sono spesso accompagnate da targhe o messaggi che invitano a non restare indifferenti e a denunciare ogni forma di violenza. La loro presenza negli spazi pubblici ha lo scopo di mantenere viva la memoria e stimolare il dialogo all’interno delle comunità. Nel piccolo borgo molisano, la seconda panchina rafforza dunque un percorso già avviato. Non si tratta soltanto di un gesto simbolico, ma di un tassello in più in un cammino di consapevolezza che coinvolge cittadini, istituzioni e associazioni.
Un messaggio che parte dai piccoli borghi
In un’epoca in cui molte iniziative di sensibilizzazione nascono nei grandi centri urbani, l’esempio di Sant’Elena Sannita dimostra come anche i paesi più piccoli possano diventare luoghi attivi di promozione sociale e culturale. La donazione del dottor Michele D’Orazio testimonia come l’impegno individuale possa trasformarsi in un messaggio collettivo. Nei piccoli borghi, dove ogni gesto ha una risonanza particolare, iniziative come questa riescono spesso a coinvolgere l’intera comunità.
La nuova panchina rossa diventa così un punto di incontro e di riflessione: un luogo dove fermarsi, parlare con i propri figli o amici di un tema che riguarda tutta la società. La lotta contro la violenza sulle donne passa inevitabilmente attraverso l’educazione e la costruzione di una cultura del rispetto. Simboli come le panchine rosse contribuiscono a mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che continua a rappresentare una grave emergenza sociale.
Nel silenzio suggestivo delle vie di Sant’Elena Sannita, questa seconda panchina rossa assume quindi un valore che va oltre il gesto simbolico: diventa un monito permanente contro ogni forma di violenza e discriminazione. E mentre il piccolo borgo molisano aggiunge un altro segno visibile al suo impegno civile, il messaggio che parte da qui è chiaro: anche dalle realtà più piccole può nascere una grande voce di solidarietà, memoria e speranza.